lunedì 16 luglio 2018

Nuovo polo produttivo della Bio-on, ok i primi test tecnici

La produzione a pieno regime dall'autunno. 
Già nell 2018 verranno prodotte 150 tonnellate di micro polveri in bioplastica speciale PHAs destinate a nicchie merceologiche ad alto valore aggiunto del settore cosmetico

Bio-on, attiva nel settore della bioplastica di alta qualità e quotata all'AIM Italia, ha completato con successo la prima fase di test sugli impianti del nuovo polo produttivo inaugurato il 20 giugno 2018 a Castel San Pietro Terme vicino a Bologna.

Si tratta della prima fabbrica di proprietà progettata per produrre bioplastiche speciali PHAs, naturali e biodegradabili al 100%, per nicchie merceologiche avanzate ad alto valore aggiunto come le microscopiche perline (microbeads) destinate al settore cosmetico.

L'investimento complessivo per il polo produttivo e per i nuovi laboratori di ricerca è di 20 milioni di euro.

"Siamo estremamente soddisfatti e vogliamo ringraziare le 50 aziende che hanno permesso la costruzione di questa fabbrica che rappresenta un'eccellenza del Made in Italy e l'inizio di una nuova era per la chimica verde mondiale", ha sottolineato Marco Astorri, presidente e Ceo di Bio-on .

Nei giorni scorsi la società ha portato a termine il 100% dei Factory Acceptance Test (FAT) che consistono in una serie di verifiche effettuate assieme ai fornitori sulle macchine, sia a livello meccanico che software.

Parallelamente da inizio giugno è in corso un'altra importante fase di test conosciuta come Site Acceptance Test (SAT) per poi passare dopo l'estate alla fase di Pre-Commissioning/Commissioning, un insieme di procedure per far funzionare l'impianto in continuo in conformità con i tempi del progetto.

Finora tutti i test hanno dato esito positivo e sono stati effettuati nei tempi previsti.

"Come annunciato il 20 giugno durante l'inaugurazione prevediamo di andare definitivamente a regime entro l'autunno", ha spiegato Riccardo Casoni, direttore di Bio-on Plants, la divisione di Bio-on che si occupa dell'unità produttiva, "e di essere in grado di produrre e commercializzare già nel 2018 un quantitativo di micro polveri PHAs di circa 150 tonnellate".

Il nuovo polo produttivo ha una capacità produttiva di 1.000 tonnellate l'anno che è possibile raddoppiare velocemente.

Sono oltre 40 i fornitori e 10 le aziende che hanno lavorato nel cantiere per realizzare il più moderno polo produttivo al mondo per la produzione di bioplastica.

Il primo prodotto che uscirà dall'impianto di Castel San Pietro Terme sarà Minerv Bio Cosmetics, le micro perline in bioplastica destinate all'industria cosmetica per sostituire le attuali particelle di plastica derivate dal petrolio, inquinanti e non biodegradabili.

Queste microscopiche perline (microbeads), che vengono utilizzate come addensanti o stabilizzanti nei prodotti più comuni come rossetti, lucidalabbra, mascara, eyeliner, smalti, creme, shampoo, bagnoschiuma e pure nei dentifrici, inquinano l'ambiente perché una volta disciolte in acqua, dopo il normale risciacquo, entrano per sempre nel ciclo naturale: il plancton di mari e fiumi inghiotte queste particelle plastiche introducendole nella catena alimentare.

Un inquinamento così grave che gli Usa per primi hanno deciso di vietare per legge (Microbead-Free Waters Act of 2015) l'utilizzo di polimeri ottenuti dal petrolio nei prodotti per la cura del corpo.

Una decisione seguita recentemente da altri Paesi come Canada, Inghilterra, Svezia e Francia, o annunciata come in Irlanda, Olanda, Italia e altri.

L'uso, nei prodotti cosmetici, della bioplastica Minerv Bio Cosmetics elimina questi inquinanti perché le micro particelle di bioplastica sono naturalmente biodegradabili in acqua e dunque non entrano nella catena alimentare.

Non solo, il biopolimero sviluppato nei laboratori di Bio-on costituisce, in fase di decomposizione, un nutriente per alcuni microrganismi e vegetali presenti in natura.

Quindi il beneficio per l'ambiente è doppio.

Tutte le bioplastiche Minerv PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sviluppate da Bio-on sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari, garantiscono le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente ecosostenibili e al 100% biodegradabili in modo naturale.