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martedì 29 gennaio 2019

Il mercato attende il decreto attuativo che sblocchi i PIR 2019

Nel 2017, anno di debutto dei PIR, a fronte di una previsione di 5 mld di di euro, i piani individuali di risparmio hanno incassato oltre il doppio: 10,9 mld di euro, apportati da quasi 800 mila sottoscrittori che in media hanno investito 13.500 euro.

10,9 mld di euro costituiscono l'11% della raccolta totale del risparmio gestito nel 2017, pari a 97,4 mld di euro.

Nel 2018 la raccolta PIR è scesa in valore assoluto a circa 3,5 - 4,0 mld di euro, su una raccolta totale del risparmio gestito crollata a circa 10 mld di euro, con una percentuale che sale al 35% - 40%.

I nuovi PIR
La Legge di Bilancio 2019 ha previsto importanti novità sui PIR.

Dovranno investire:
  • 3,5% del totale in società quotate all'Aim Italia che abbiano meno di 50 milioni di fatturato e meno di 250 dipendenti (77 società),
  • 3,5% del totale in azioni o fondi di venture capital (circa 20 in Italia).
Le regole non sono retroattive, quindi si applicheranno ai PIR aperti dopo il 1°gennaio 2019 e non ai precedenti.

Su questi cambiamenti occorrono dettagli e chiarimenti che spieghino ai gestori come istituire i nuovi PIR.

Il governo ha assicurato che il decreto attuativo del provvedimento sarà licenziato entro febbraio allo scopo di evitare la paralisi – già in atto – del mercato.

Situazione attuale
Dal 1°gennaio 2019 c'è stato il blocco.

Oggi chi vuole sottoscrivere un nuovo piano individuale di risparmio non lo può fare.

Solo i PIR già acquistati in precedenza possono continuare ad essere alimentati.

In attesa dei chiarimenti, molte Sgr hanno bloccato la sottoscrizione dei Pir.

Le critiche
  • Innalzamento del profilo di rischio dei PIR, obbligando i sottoscrittori ad investire sull'AIM Italia, il segmento più rischioso della borsa italiana.
  • Riduzione della liquidità, in particolare riguardo la quota da investire nel Venture Capital.
Assogestioni ha dichiarato

“I nuovi vincoli di investimento introdotti affinché un Oicr (organismo di investimento collettivo di risparmio) possa qualificarsi Pir compliant non consentono di assicurare il rispetto dei requisiti di liquidabilità e di valutazione previsti per gli Ucits (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities) dalla direttiva europea del luglio 2009, volti a non compromettere l’obbligo dell’Oicr di rimborsare le quote in qualunque momento”.

Redazione Aim Italia News