martedì 1 gennaio 2019

Legge di Bilancio 2019, 3,5% dei PIR all'AIM Italia

Testo approvato
Il comma 111-ter stabilisce che per i piani di risparmio a lungo termine, costituiti a decorrere dal 1° gennaio 2019, si applicano le disposizioni dei commi seguenti.

Il comma 111-quater prevede che in ciascun anno solare di durata del piano, per almeno i due terzi dell'anno stesso, le somme o i valori destinati nel piano di risparmio a lungo termine devono essere investiti per almeno il 70 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. n. 917 del 1986, o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo con stabili organizzazioni nel territorio medesimo.

La predetta quota del 70 per cento deve essere investita 
  • per almeno il 5 per cento del valore complessivo [3,5% sul totale del PIR NdR] in strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di negoziazione, 
  • per almeno il 30 per cento del valore complessivo [21,0% sul totale del PIR NdRin strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati e 
  • per almeno il 5 per cento [3,5% sul totale del PIR NdR] in quote o azioni di Fondi di Venture Capital residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. n. 917 del 1986, o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo. 
Gli strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di cui al periodo precedente devono essere emessi da piccole medie imprese, come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione.

Riassumendo e semplificando
  • max 30% Quota libera, azioni ed obbligazioni mondiali
  • max 42% Azioni ed obbligazioni di Grandi imprese italiane ed europee
  • min 21% Azioni ed obbligazioni di Medie imprese italiane ed europee
  • min 3,5% Azioni AIM Italia
  • min 3,5% Venture Capital

Problematiche
1. Il testo parla di piani di risparmio a lungo termine, costituiti a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Questo significa che i Pir costituiti precedentemente applicano ancora la vecchia normativa?

2. Il 3,5% destinato all'AIM Italia porterà ad un incremento della quota del flottante delle società trattate all'AIM Italia detenuta da privati e fondi Pir compliant, attualmente stimata al  25%.

Ciò fa sorgere due criticità contrapposte:
  • La necessità di una massiccia e veloce entrata di nuove società per assorbire la domanda da parte degli investitori, per evitare un fenomeno di sopravvalutazione dei titoli.
  • La necessità di mantenere alto il livello qualitativo delle nuove società, per evitare che l'AIM Italia diventi un mercato pieno di limoni, da cui è meglio stare alla larga, con un catastrofico effetto sulle PMI italiane che hanno finalmente un mercato su cui quotarsi per crescere.
3. L'offerta di fondi italiani ed europei di Venture Capital aperta agli investitori retail è ridotta e questo comporterà difficoltà al circa 10% degli investitori che non utilizzano fondi nel loro Pir. 

Redazione Aim Italia News