venerdì 13 settembre 2019

Ki Group Holding, continua la crisi commerciale

Ki Group Holding, società quotata all’AIM Italia e attiva nel settore della distribuzione all'ingrosso, produzione e vendita al dettaglio di prodotti biologici, ha diffuso la relazione finanziaria semestrale.

Bilancio consolidato 1° semestre
Principi contabili internazionali
migliaia di euro
2019 vs 2018

Ricavi
17.735 vs 21.158, -16,2%

Ebitda
-204 vs 329, -533

Flusso di cassa
1.379 vs 762, +81,0%

Risultato netto
-946 vs -202-744

Patrimonio netto
-6.626 vs -5.683-943

Debiti finanziari netti
7.500 vs 6.100, +1.400

Il gruppo sta subendo la continua crisi di consumi dei canali “Erboristeria” e “Specializzato”, conseguenza del forte sviluppo degli assortimenti BIO nel Canale “GDO”.

Una recente ricerca di Nomisma ha evidenziato un calo del canale “Specializzato” del -2%, a fronte di una “GDO” (Iper + Super) che cresce del +4,6%.

Il gruppo sta predisponendo un portafoglio prodotti idoneo alla grande distribuzione.

Sono stati inoltri avviati progetti di innovazione sia a livello di brand che di prodotto.

Il logo aziendale è stato rinnovato, così come i packaging, sono create nuove linee di prodotto, ed altre sono state innovate, e presentate al SANA di Bologna. 

Da evidenziare nello sviluppo di questa attività di restyling, la creazione di un nuovo packaging per il settore pasta, con confezione riciclabile al 100% nella carta, innovativo nel mondo del retail biologico.

Nel primo semestre del 2019 il numero di clienti serviti dal gruppo ha mantenuto un trend negativo, con un -5,3% verso il pari periodo 2018 (236 clienti circa in meno).

Il fenomeno è riscontrabile in tutti i canali di vendita, con situazioni peggiori nel canale “Specializzato”. 

La forte competizione della “GDO” che ha comportato la riduzione delle vendite dei clienti del canale “Specializzato” facendo insorgere difficoltà di pagamento e, nei casi più gravi, determinando la chiusura dei punti vendita. 

Anche il numero di ordini spediti ha subito una riduzione che si attesta attorno al -14,9%, diretta conseguenza della riduzione di consumatori che frequentano i punti vendita del canale “Specializzato”, e del loro scontrino medio.