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venerdì 13 dicembre 2019

Fintel Energia Group dal 17 gennaio 2010 lascia l'AIM Italia

Fintel Energia Group, società quotata all'AIM Italia, che opera nel mercato dell'energia e gestisce impianti eolici e fotovoltaici, comunica che il Consiglio di Amministrazione ha trasmesso a Borsa Italiana la richiesta di revoca dalle negoziazioni delle azioni della società sull’AIM Italia. 

La revoca dalle negoziazioni è subordinata all’approvazione da parte dell’assemblea ordinaria degli azionisti con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno il 90% delle azioni presenti in assemblea.

L’assemblea ordinaria sarà convocata per il giorno 7 gennaio 2020 e, occorrendo, per il 8 gennaio 2020 in seconda convocazione.

Perché la richiesta di revoca
La decisione di richiedere la revoca dalle negoziazioni è motivata dalla constatazione che il mercato finanziario italiano non ha sino ad oggi rappresentato un’adeguata fonte di finanziamento per il gruppo, essendo state deluse le aspettative di raccolta di capitali, sia in occasione dell’ipo, dove furono raccolti 4,4 mln di euro al netto dei costi della quotazione, sia in occasione dei due successivi aumenti di capitale, che furono sottoscritti quasi esclusivamente dai due maggiori azionisti.

Inoltre le attività di sviluppo dei campi eolici in Serbia, che sono progressivamente divenute preponderanti all’interno del gruppo, hanno trovato nel corso degli anni interessanti fonti di finanziamento anche in ambito locale, coronate nel 2018 dalla quotazione delle azioni della controllata Fintel Energjia AD presso la Borsa di Belgrado, peraltro sulla base di valori non allineati al prezzo di mercato delle azioni Fintel.

Sulla base delle suddette motivazioni, la permanenza delle azioni della società sul mercato AIM Italia e i connessi rilevanti costi di “compliance” non appaiono rispondere all’interesse della società.

Tempistica
La revoca dalle negoziazioni potrà avere efficacia prevedibilmente a partire dal 17 gennaio 2020 nel presupposto che:
  • siano trascorsi almeno 5 (cinque) giorni di mercato aperto dalla data in cui è stata ottenuta l’approvazione assembleare con la percentuale richiesta;
  • Borsa Italiana abbia disposto la revoca delle azioni dalle negoziazioni con apposito avviso.
Successivamente alla revoca dalle negoziazioni le azioni emesse dalla società non saranno negoziate su alcun mercato regolamentato né su alcun altro sistema multilaterale di negoziazione italiano o europeo e potranno essere oggetto di transazione esclusivamente per via privata.

Inoltre dalla data di revoca dalle negoziazioni cesseranno di avere efficacia le disposizioni statutarie espressamente correlate all’ammissione delle azioni alle negoziazioni di AIM Italia.

Si fa presente che la famiglia Giovannetti (che complessivamente detiene l’87,05% del capitale sociale) e il socio Moschini SpA (detentore del 9,22% del capitale sociale), hanno reso noto che sono in corso le trattative per la stipula di un patto parasociale, la cui sottoscrizione è prevista entro il 6 gennaio 2020, volto a regolamentare i rapporti tra loro intercorrenti in caso di perfezionamento della revoca dalle negoziazioni.

Nell’ambito delle intese raggiunte è previsto che i due soci si impegneranno a:
  • votare a favore della proposta di revoca dalle negoziazioni in occasione dell’Assemblea Ordinaria che sarà convocata per il prossimo 7/8 gennaio;
  • votare a favore dell’introduzione nello statuto sociale della clausola statutaria di co-vendita sotto descritta in occasione dell’Assemblea Straordinaria che sarà all’uopo convocata successivamente alla revoca dalle negoziazioni.
Tutela degli azionisti di minoranza
La società, benché ciò non sia richiesto dalla normativa applicabile, intende offrire agli azionisti di minoranza la possibilità di uscire dall’investimento nel caso in cui si verificasse un cambio di controllo successivamente alla revoca delle azioni dalle negoziazioni su AIM Italia.

A tal fine, il Consiglio di Amministrazione intende proporre, in una futura Assemblea Straordinaria, l’introduzione di una clausola statutaria che, in caso di trasferimento a terzi da parte dell’azionista di maggioranza di una quota superiore al 50% del capitale, attribuisca ai soci di minoranza un proporzionale diritto di co-vendita.

La delibera sarà risolutivamente condizionata al (o sospensivamente condizionata al mancato) esercizio del diritto di recesso da parte anche di un solo socio.