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venerdì 13 marzo 2020

Agatos, investimento di 17,5 mln di euro per impianto di biometano da biomasse agricole

Agatos, società quotata all'AIM Italia, che ingegnerizza e costruisce impianti per il consumo efficiente dell’energia e per la produzione di energia rinnovabile, ha partecipato alla costituzione di una joint venture per la realizzazione di un impianto di produzione di Biometano basato sull’innovativo processo AGRI del brevetto BIOSIP di Agatos.

L’investimento per realizzare il progetto è di circa 17,5 mln di euro.

La maggioranza della società veicolo costituita è di una ESCO (Energy Saving Company) italiana specializzata nel finanziamento di impianti di efficientamento energetico.

Agatos partecipa alla società con una quota di minoranza come anche un importante imprenditore agricolo ed allevatore di bestiame della Lombardia, che oltre all’area per la costruzione conferirà alla società anche tuttala biomassa necessaria all’alimentazione dell’impianto.

Questa biomassa comprende i reflui zootecnici provenienti dagli allevamenti di suini, polli e bovini ed i sotto-prodotti derivanti dalle coltivazioni agricole della stessa azienda agricola e di alcune aziende del territorio collegate.

Tramite la digestione anaerobica delle matrici in entrata ed il trattamento del digestato, l’impianto produrrà 500 sm3/ora (4 mln di metri cubi standard all'anno) di biometano avanzato sotto forma di
  • BML (biometano liquefatto) per uso nell’autotrazione;
  • CO2 liquida;
  • ammendante agricolo palabile e sanificato, ricco di minerali, valorizzabile come fertilizzante;
  • solfato di ammonio in cristalli, valorizzabile come fertilizzante;
  • acqua osmotizzata destinabile per l’irrigazione delle vicine serre; 
  • digestato liquido a basso contenuto di nitrati; 
il tutto nel rispetto dei principi dell’economia circolare.

Lo Standard Metro Cubo (Sm3) è l'unità di misura standard per individuare la quantità di gas presente, in condizioni standard di pressione e temperatura, all'interno di un metro cubo di materia prima.

L’agronomo Valter Valle, che opera da tempo nello staff di Agatos, ha coordinato gli aspetti tecnico-agronomici dell’operazione che, grazie al processo BIOSIP AGRI, permette di abbattere di circa il 70% il contenuto ammoniacale nelle matrici in entrata utilizzando un processo di separazione privo di additivi chimici, cosa che riduce significativamente il fabbisogno di terreni per lo spandimento dei reflui e che consentirà all’azienda agricola il pieno rispetto della Direttiva Nitrati.

Sulla base delle matrici in ingresso previste, all’impianto spetteranno gli incentivi GSE (Gestore servizi energetici) previsti dal “decreto biometano” (DM del 2-3-2018) ossia i Certificati di Immissione al Consumo (CIC) previsti per il biometano avanzato, in misura proporzionale alla quantità di biometano prodotto.

I CIC sono cedibili al GSE ad un prezzo che nei primi dieci anni è fisso e stabilito nel citato decreto.

Inoltre, essendo prevista la liquefazione del biometano e la commercializzazione come BML, all’impianto spetteranno anche ulteriori CIC per un valore stabilito dal decreto che sostanzialmente copre il costo dell’impianto di liquefazione.

Le società del gruppo Agatos si occuperanno sia della progettazione ed autorizzazione che della costruzione e della successiva manutenzione dell’impianto.

La conduzione verrà fatta con la fattiva collaborazione dell’azienda agricola.

L’amministratore delegato di Agatos, Leonardo Rinaldi, commenta:

“Questa nuova iniziativa conferma la validità e la versatilità della tecnologia BIOSIP brevettata da Agatos.

Oltre alla produzione di Biometano da FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), si apre ora in maniera operativa anche il mercato per il processo di digestione anaerobica BIOSIP AGRI, ossia quello dell’integrale recupero e valorizzazione dei reflui zootecnici e dei sottoprodotti agricoli.

L’accordo appena firmato rafforza le prospettive di crescita aziendale, che verranno incorporate nel piano industriale, che è in fase di aggiornamento e verrà comunicato una volta conclusa la cessione del Progetto Marcallo, insieme ad altri progetti analoghi in corso di sviluppo.

Siamo lieti di poter contribuire anche alla risoluzione del problema dello spandimento in agricoltura, che è un serio problema per tutti gli allevatori italiani, e nel contempo convertirlo in una risorsa, un ammendante agricolo e fertilizzante, in piena ottica di economia circolare.”

L’agronomo Valter Valle, che ha collaborato allo sviluppo di questa importante iniziativa nel settore agricolo dichiara:

“Il 12 marzo 2020 è una data storica per il mondo agricolo.

Oggi ha inizio una ri(e)voluzione che cambierà il modello di sviluppo delle imprese agricole in un nuovo contesto di Terra-Energia-Natura.

Questo nuovo modello permette di contribuire molto concretamente allo sviluppo di un’economia circolare e di un nuovo sistema produttivo che metterà al centro l’uomo ed il rispetto dell’ambiente.“

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