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venerdì 10 gennaio 2020

Pubblicato il report "AIM Italia focus 2019"

AIM Italia focus 2019
AIM Italia focus 2019
L’Osservatorio AIM di IR Top Consulting, centro di analisi di riferimento per il mercato azionario delle PMI, ha pubblicato una ricerca intitolata:

AIM Italia focus 2019 (9 pagine, formato pdf).

Analisi Ipo 2019 – Raccolta  capitali – Dati e statistiche

Contenuto:
  • Overview: AIM Italia nel 2019
  • AIM Italia: Focus Ipo 2019
  • Ipo 2019 sui mercati azionari europei
  • Performance società AIM  e indici
  • Liquidità del mercato AIM Italia 
  • Contesto normativo
  • La quotazione su AIM

sabato 4 gennaio 2020

FTSE MIB: valutazione fondamentale al 3 gennaio 2020

Il 3 gennaio 2020, con l'indice FTSE Mib a 23.702,35, il rendimento implicito lordo (mediano) dell'investimento azionario sul mercato borsistico principale è del 9,17% (vedi rif. 1).

Sottraendo 1,34% di rendimento dei Btp a 10 anni, considerati come titoli privi di rischio, otteniamo un premio di rischio azionario "implicito" del 7,83%.

Sono disponibile 3 stime aggiornate del premio di rischio "normale" richiesto dal mercato (vedi rif. 2, 3).
  • Pablo Fernandez: Sondaggio annuale internazionale di analisti, società e professori: 6,3%
  • Aswath Damodaran: Procedura basata su CDS (Credit Default Swap): 7,50% (4,89% Erp Usa + 1,23 (equity volatility/bond volatility) x 2,12% Cds Italia)
  • Aswath Damodaran: Procedura basata su rating debito pubblico: 7,37% (4,89% Erp Usa + 2,48 Baa3)
Tutti e tre i metodi stimano un premio di rischio "normale" inferiore a quello "implicito" stimato.

Sommando (precauzionalmente) la stima più alta di premio di rischio "normale" 7,50% al 1,34% di rendimento corrente dei Btp a 10 anni, otteniamo un rendimento atteso lordo "normale" di 8,84%, leggermente inferiore rispetto a quello "implicito" stimato di 9,17%.

Secondo questa procedura il mercato borsistico italiano è attualmente moderatamente sottovalutato rispetto ad una stima del livello "normale" dell'indice FTSE Mib valutabile attorno ai 25.500 punti.

Riferimenti
1. Stima del rendimento implicito dell'indice azionario FTSE Mib
Sito di analisi fondamentale azioni.ml.

2. Stima del premio di rischio
Ricerca accademica in inglese: Market Risk Premium and Risk-Free Rate used for 69 Countries in 2019: A Survey di Pablo Fernandez, Mar Martinez e Isabel Fernández Acín.

3. Stima del premio di rischio
Foglio elettronico My annual update paper on Country Risk (July 2019) di Aswath Damodaran

4. Credit Default Swap e rating debito pubblico italiano
Sito di informazione finanziaria worldgovernmentbonds.com

Redazione Aim Italia News

venerdì 3 gennaio 2020

Monitor AIM Italia, pubblicato il report speciale anno 2019

Monitor AIM Italia, report speciale anno 2019
Monitor AIM Italia, report speciale anno 2019
Cristian Frigerio, analista finanziario di MIT SIM, ha pubblicato il Report AIM Italia "Speciale anno 2019" (20 pagine, formato pdf).

Il report è uno strumento creato per dare una panoramica dei fondamentali delle società quotate all'AIM Italia e dei multipli che il mercato attribuisce ai singoli titoli.

Visita alternativemonitors.com.

giovedì 2 gennaio 2020

Nuovo comparto di AIM Italia senza investitori "retail": EuroNext ringrazia!

Sono in circolazioni insistenti voci di introduzione di un comparto separato dell'AIM Italia destinato ad ospitare startup e pmi innovative sotto una certa soglia di fatturato e utile.

Vedi l'articolo di Milano Finanza: Nuovo mercato a Piazza Affari (sotto l'Aim) a firma di Emerick de Narda.

La motivazione del provvedimento sarebbe quella di proteggere gli investitori da disastri stile Bio-on.

Per tale comparto si sarebbe scelto di impedire ai piccoli investitori di investire su questo tipo di società.

Potrebbero operare su tali titoli solo investitori istituzionali, professionali e trader.

Di seguito alcune considerazioni relative alle 3 principali variabili di qualsiasi investimento finanziario: rischio, liquidità e rendimento.

1. Rischio
Ci è francamente incomprensibile come possano convivere, nella regolamentazione pubblica degli investimenti finanziari, due modalità così completamente opposte:

Equity Crowdfunding
Da una parte c'è una legislazione che promuove l'investimento di rischio attraverso il sistema dell'Equity Crowdfunding, in cui vengono proposte al pubblico quote di:
  • società di nuova costituzione, ad altissimo rischio;
  • con un minimo di contenuto informativo;
  • a prezzi stabiliti unilateralmente dall'emittente;
  • senza nessuna liquidità.
Comparto separato di AIM Italia
Dall'altra parte si impedisce allo stesso pubblico di piccoli investitori di investire in:
  • società in una fase di sviluppo più avanzata (e quindi meno rischiose);
  • con un documento di ammissione ricco di informazioni;
  • con investitori istituzionali che hanno sottoscritto il titolo dopo una fase di due diligence approfondita che assicura che il prezzo offerto sia ragionevole;
  • con una liquidità, che seppure limitata, è varie volte maggiore.
2. Liquidità
Ammettiamo che una startup decida nonostante tutto di quotarsi su questo nuovo comparto AIM.

Avrebbe come liquidità quella fornita da:
  • investitori istituzionali;
  • investitori professionali (con almeno 500.000 euro di investimenti in strumenti finanziari);
  • trader.
I primi ormai costituiscono una quota significativa degli azionisti delle società quotate all'AIM Italia, ma normalmente non sono altrettanto attivi sul lato del trading, e in ogni caso preferiscono società sopra una certa capitalizzazione.

Gli ultimi forniscono liquidità al mercato, ma solo se vi sono altri investitori, quelli retail, che la richiedono: senza l'operatività degli investitori retail anche i trader scompaiono.

Rimangono solo gli investitori professionali, che però costituiscono una parte minoritaria dell'attuale mercato AIM e che difficilmente potrebbero garantire un livello di liquidità sufficiente.

Tenuto conto che la principale critica che si fa all'AIM Italia è la sua bassa liquidità, se escludiamo i piccolo azionisti, come sarà la liquidità del nuovo comparto?

3. Rendimento e costo del capitale azionario
Il rendimento implicito (lordo) mediano dell'investimento in un'azione di una società quotata sull'AIM Italia è attualmente di circa il 10,9%, che si confronta con un rendimento (mediano) di un'azione del Ftse Mib di circa il 9,1%.

Lo spread medio tra i due rendimenti, nell'ultimo anno e mezzo è stato di 1,68%.

In sostanza le azioni AIM Italia rendono un po' di più perché sono emesse da società a minore capitalizzazione, più rischiose e meno liquide.

Ma non molto di più.

Cosa succederà ai titoli del nuovo comparto, caratterizzato da ancora minore liquidità?

Per attirare gli investitori dovranno offrire un rendimento implicito più alto dell'attuale.

Dal punto di vista dell'impresa, un rendimento più alto significa una valutazione più bassa e un costo del capitale di rischio più alto.

Costi più alti proprio per le imprese che hanno un forte fabbisogno di capitale per crescere velocemente sui mercati: non un grande risultato.

EuroNext
Logo di EuroNext
Logo di EuroNext
All'EuroNext di Parigi sono attualmente quotate in esclusiva solo 5 imprese italiane, che si confrontano alle 132 (spac incluse) presenti sull'AIM Italia.

L'EuroNext dedica alle PMI 3 segmenti: il segmento Growth, che è approssimativamente paragonabile all'AIM Italia, e i segmenti Access e Access+, con requisiti di quotazione ancora inferiori.

Tutti e tre i segmenti sono aperti agli investitori retail.

Circa 200 imprese sono quotate sul segmento Growth e 200 sui segmenti Access.

Domande retoriche
Dove andranno a quotarsi le nuove startup e pmi innovative italiane, se si decidesse di far partire il nuovo segmento senza investitori retail?

In un mercato che le discrimina impedendo loro l'accesso ai piccoli investitori o ad uno che non lo fa?

E cosa succederà dopo?

Quando quelle stesse imprese saranno ormai cresciute, rimarranno a Parigi o torneranno in Italia?

In sostanza: EuroNext ringrazia!

Redazione Aim Italia News

lunedì 23 dicembre 2019

AIM Italia su Class Cnbc, puntata del 20 dicembre 2019

Puntata di venerdì 20 dicembre 2019 della rubrica che l'emittente televisiva Class Cnbc dedica all'AIM Italia.

Commenta in studio l'analista finanziario Cristian Frigerio di MIT SIM.


Fonte: Class Cnbc, durata 7:47.

giovedì 5 dicembre 2019

Monitor AIM Italia, pubblicato il report di novembre

Monitor AIM Italia, report mese di novembre 2019
Monitor AIM Italia, report mese di novembre 2019
Cristian Frigerio, analista finanziario di MIT SIM, ha pubblicato il Report AIM Italia del mese di novembre 2019 (15 pagine, formato pdf).

Il report è uno strumento creato per dare una panoramica dei fondamentali delle società quotate all'AIM Italia e dei multipli che il mercato attribuisce ai singoli titoli.

Visita alternativemonitors.com.

mercoledì 27 novembre 2019

Dal 1° gennaio 2020 ripartono i PIR (senza il Venture Capital)

La Commissione Finanze della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento che modifica la nuova disciplina dei PIR a lungo termine introducendo, per i PIR costituiti a decorrere dal 1° gennaio 2020, l’obbligo di investire il 5% del 70% del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell'indice Ftse Mib e Ftse Mid della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

L'emendamento, che prevede altresì che casse previdenziali e fondi di investimento possano detenere più di un PIR nel limite del 10% del patrimonio e non prevede obblighi di investimento in quote o azioni di fondi per il venture capital o di fondi di fondi per il venture capital, darà nuovo slancio alla raccolta di capitali privati da indirizzare all’investimento nell’economia reale e in particolare nelle PMI quotate e quotande su AIM Italia.

Anna Lambiase, fondatore e ceo di IR Top Consulting
Anna Lambiase,
fondatore e ceo di
IR Top Consulting
Commenta Anna Lambiase, fondatore e ceo di IR Top Consulting:

“Le nuove regole per la composizione del portafoglio dei PIR daranno un forte contributo alla quotazione in Borsa di piccole e medie imprese italiane volta a finanziare progetti di sviluppo.

L’afflusso di nuovi capitali privati a sostegno dell’economia reale, unitamente all’incentivo alla quotazione nella forma del credito d’imposta sul 50% dei costi di IPO, rappresentano per il 2020 le basi di un ulteriore sviluppo per il mercato AIM Italia”.

Secondo l’Osservatorio AIM di IR Top Consulting, AIM Italia conta complessivamente 134 società con un giro d’affari nel 2018 pari a 6,3 mld di euro, una capitalizzazione di 6,9 mld di euro e una raccolta di capitali in IPO pari a 3,8 mld di euro, di cui, in media, il 93% proveniente da nuova emissione di titoli.

La raccolta è pari a 4,5 mld di euro includendo le operazioni sul secondario.

Nel 2019 il mercato azionario delle PMI conta 32 ammissioni, di cui 28 nuove IPO e 4 ammissioni post business Combination, in linea con il 2018 (26 IPO e 5 ammissioni).

La capitalizzazione totale delle 28 nuove società è pari a 1,1 mld di euro.

Le 28 nuove IPO hanno raccolto 187 mln di euro, di cui 30 mln di euro derivanti da 1 Spac (Gear 1).

La raccolta media delle IPO nel 2019 è stata di 5,8 mln di euro, il fatturato medio di 21 mln di euro e il flottante del 23%.

Le operazioni di IPO sono state principalmente effettuate con l’obiettivo di rafforzare l’attività di ricerca e sviluppo, consolidare l’espansione sui mercati internazionali e per incrementare la capacità produttiva.

Nel 2019 il mercato italiano rappresenta, con 37 ammissioni di cui 32 su AIM e 5 su MTA, il secondo mercato dopo UK, con una quota del 20% a livello Europeo.

In particolare AIM Italia è il primo mercato non regolamentato come numero di IPO in Europa.

Testo completo dell’emendamento sui Pir approvato

Art. 13-bis: Modifiche alla disciplina dei PIR

1. Per i piani di risparmio a lungo termine di cui all’articolo 1, commi da 100 a 114, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, costituiti a decorrere dal 1o gennaio 2020, si applicano le disposizioni dei commi seguenti.

2. In ciascun anno solare di durata del piano, per almeno i due terzi dell’anno stesso, le somme o i valori destinati nel piano di risparmio a lungo termine devono essere investiti per almeno il 70 per cento del valore complessivo, direttamente o indirettamente, in strumenti finanziari, anche non negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo con stabili organizzazioni nel territorio dello Stato;

la predetta quota del 70 per cento deve essere investita per almeno il 25 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati, e per almeno un ulteriore 5 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB e FTSE MID della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

3. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 88 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Agli enti di cui al periodo precedente non si applica il comma 112, primo periodo.»

b) al comma 92 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Agli enti di cui al periodo precedente non si applica il comma 112, primo periodo.»

4. Per quanto non espressamente previsto nei commi 1, 2 e 3, si rinvia alle disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 100 a 114, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come successivamente modificato, e alle disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 211 a 215, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, in quanto compatibili.

5. Agli investimenti in piani di risparmio a lungo termine costituiti tra il 1o gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 100 a 114, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come successivamente modificato, e le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 211 a 215, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.

mercoledì 6 novembre 2019

AIM Italia su Class Cnbc, puntata del 4 novembre 2019

Puntata di lunedì 4 novembre 2019 della rubrica che l'emittente televisiva Class Cnbc dedica all'AIM Italia.

Focus su Business Combination tra Industrial Stars of Italy 3 e Salcef Group.

Commenta in studio l'analista finanziario Cristian Frigerio di MIT SIM.


Fonte: Class Cnbc, durata 13:10.

lunedì 4 novembre 2019

Monitor AIM Italia, pubblicato il report di ottobre

Monitor AIM Italia, report mese di ottobre 2019
Monitor AIM Italia, report mese di ottobre 2019
Cristian Frigerio, analista finanziario di MIT SIM, ha pubblicato il Report AIM Italia del mese di ottobre 2019 (12 pagine, formato pdf).

Il report è uno strumento creato per dare una panoramica dei fondamentali delle società quotate all'AIM Italia e dei multipli che il mercato attribuisce ai singoli titoli.

In questo numero: focus sulle equity research.

Visita alternativemonitors.com.

lunedì 28 ottobre 2019

DBA Group su Class Cnbc

Puntata di venerdì 25 ottobre 2019 della rubrica che l'emittente televisiva Class Cnbc dedica all'AIM Italia.

L'analista finanziario Cristian Frigerio di MIT SIM. commenta il nuovo piano industriale 2019-2023 di DBA Group.


Fonte: Class Cnbc, durata 3:07.

✅ DBA Group 
✔ Prezzo 1,82 € 
✔ PE 12m 11,5 
✔ PB 0,92 
✔ Fair Value 2,04 € 
✔ Rendimento implicito 10,7% 
✔ Rating B2 - GROWTH 

Nasce AssoAIM, l’Associazione degli Emittenti AIM Italia

È stata costituita a Milano AssoAIM, l’Associazione Emittenti AIM Italia.

L'associazione ha come principale obiettivo lo studio, la divulgazione e la trattazione di tematiche connesse alla negoziazione di strumenti finanziari sull'AIM Italia e su altri sistemi multilaterali di negoziazione (MTF)

L’Associazione si pone come interlocutore unitario di riferimento per rappresentare e sostenere gli interessi delle imprese quotate e quotande con particolare attenzione alle:
  • tematiche di corporate governance,
  • obblighi di trasparenza
  • rapporti con imprenditori, azionisti, investitori, operatori e tutti gli stakeholder coinvolti,
  • requisiti di accesso e permanenza al mercato.
Lo sviluppo dei mercati dei capitali è diventato, infatti, una priorità anche a livello UE dato il ruolo sempre più cruciale nella crescita economica del Sistema Paese.

AssoAIM fornirà una rappresentanza istituzionale per un settore che sta dando prova di grande vitalità.

Le piattaforme specializzate (MTF) per PMI sono strategiche per lo sviluppo delle imprese domestiche, superando il sistema bancocentrico e contrastando la riduzione di flussi di risorse finanziarie in atto da tempo.

L’Associazione intende perseguire attività divulgative attraverso la diffusione di studi e ricerche di settore, la promozione di iniziative e progetti per la crescita stabile ed efficiente del mercato e la risoluzione delle relative problematiche, anche in collaborazione con Istituzioni e Autorità di vigilanza.

Due le modalità di partecipazione:
  • Associati con diritto di voto - società italiane ed estere con strumenti finanziari negoziati su MTF o in procinto di chiederne l’ammissione,
  • Aderenti, senza diritto di voto - enti e professionisti che svolgono attività strumentali o di supporto all’accesso alla negoziazione di strumenti finanziari sul mercato.
A livello di governance AssoAIM sarà guidata da un Presidente e un Consiglio di Amministrazione eletti dall’Assemblea sulla base di liste presentate dagli Associati.

Il controllo contabile sarà affidato a un Revisore dei conti.

Sarà nominato un Comitato scientifico che formulerà proposte sull’attività dell’Associazione.

A promuovere la nascita dell’Associazione sono stati alcuni dei protagonisti del mercato AIM Italia:

Giovanni Natali, Presidente di 4AIM Sicaf,
Vincenzo Polidoro, Amministratore Delegato di First Capital,
Marco Fumagalli, Presidente di Capital For Progress S.I.

Vincenzo Polidoro ha dichiarato:

“L’associazione lavorerà per migliorare gli standard di governance e trasparenza delle Associate al fine di ampliare la platea degli investitori”.

lunedì 21 ottobre 2019

AIM Italia Conference oggi a Londra

È in corso a Londra l'AIM Italia Conference organizzata da Borsa Italiana.

All’AIM Italia Conference sono presenti 34 società, 350 gli incontri organizzati con circa 90 investitori in rappresentanza di oltre 60 case d’investimento (78% estere e 32% italiane).

Partecipano all'evento:

ALKEMY,
ANTARES VISION,

COMER INDUSTRIES,
COSTAMP GROUP,

DIGITAL VALUE,

ELES,
ESAUTOMOTION,
EXPERT SYSTEM,

FARMAE’,
FERVI,
FINE FOODS & PHARMACEUTICALS,

GIBUS,

HEALTH ITALIA,
H-FARM,

INTRED,
ITALIAN WINE BRANDS,

LONGINO & CARDENAL,

MAIL UP,
MAPS,
MARZOCCHI POMPE,
MONNALISA,

NOTORIOUS PICTURES,

OFFICINA STELLARE,
ORSERO,

PATTERN,
PHARMANUTRA,
POWERSOFT,

RADICI,

SALCEF (INDUSTRIAL STARS OF ITALY 3),
SHEDIR PHARMA GROUP,
SICIT GROUP,
SIRIO,
SOMEC,

TPS.

mercoledì 2 ottobre 2019

AIM Italia su Class Cnbc, puntata del 27 settembre 2019

Puntata di venerdì 27 settembre 2019 della rubrica che l'emittente televisiva Class Cnbc dedica all'AIM Italia.

Commenta in studio l'analista finanziario Cristian Frigerio di MIT SIM.


Fonte: Class Cnbc, durata 14:58.

Monitor AIM Italia, pubblicato il report di settembre

Monitor AIM Italia, report mese di settembre 2019
Monitor AIM Italia, report mese di settembre 2019
Cristian Frigerio, analista finanziario di MIT SIM, ha pubblicato il Report AIM Italia del mese di settembre 2019 (12 pagine, formato pdf).

Il report è uno strumento creato per dare una panoramica dei fondamentali delle società quotate all'AIM Italia e dei multipli che il mercato attribuisce ai singoli titoli.

In questo numero: focus sulle relazioni semestrali recentemente pubblicate.

Visita alternativemonitors.com.

lunedì 23 settembre 2019

Decima edizione del "Lugano IR Top Investor Day" il 27 settembre 2019

Il 27 settembre 2019 alle ore 8:15, presso l’Hotel Splendide Royal di Lugano si terrà la decima edizione del Lugano IR Top Investor Day.

L’evento, promosso da IR Top Consulting, è rivolto agli investitori svizzeri che desiderano incontrare il Top Management di PMI italiane quotate di eccellenza nei propri settori di riferimento.

Anna Lambiase, ceo di IR Top Consulting
Anna Lambiase,
ceo di IR Top Consulting
Ad aprire la giornata di lavori le relazioni di:
  • Anna Lambiase, ceo di IR Top Consulting
  • Fabio BriganteBorsa Italiana LSEG.
Parteciperanno:
  • BE - Stefano Achermann, Amministratore Delegato; 
  • FOPE - Diego Nardin, Amministratore Delegato; 
  • GPI - Fausto Manzana, Presidente e Amministratore Delegato; 
  • Notorious Pictures - Guglielmo Marchetti, Presidente e Amministratore Delegato; 
  • Gibus - Gianfranco Bellin, Presidente e Amministratore Delegato; 
  • Askoll EVA - Gianfranco Nanni, Amministratore Delegato; 
  • Elettra Investimenti - Fabio M. Bombacci, Presidente; 
  • Monnalisa - Christian Simoni, Amministratore Delegato; 
  • Circle - Luca Abatello, Amministratore Delegato; 
  • Blue Financial Communication - Denis Masetti, Presidente; 
  • MailUp Group - Nazzareno Gorni, Amministratore Delegato; 
  • Portobello - Roberto Panfili, Direttore Generale; 
  • Prismi - Alessandro Reggiani, Amministratore Delegato - Alessandro Firpo, Responsabile business strategico; 
  • Maps - Marco Ciscato, Presidente; 
  • Longino & Cardenal - Riccardo Uleri, Presidente e Amministratore Delegato;  
  • Energica Motor Company - Livia Cevolini, Amministratore Delegato; 
  • Relatech Pasquale Lambardi, Amministratore Delegato. 
Chiuderà le presentazioni una PMI che ha intrapreso il percorso di quotazione sul mercato AIM Italia.

A chiudere i lavori la tavola rotonda che vedrà protagonisti gli investitori, con gli interventi di:
  • VALEUR AM - Alida Carcano
  • SWAN AMSimone Altamura
  • BCO - Andrea Sacha Togni
  • MOMENTUM - Michele Milla
Modera Lucilla Incorvati, Il Sole24Ore.

lunedì 2 settembre 2019

Monitor AIM Italia, pubblicato il report di agosto

Monitor AIM Italia, report mese di agosto 2019
Monitor AIM Italia, report mese di agosto 2019
Cristian Frigerio, analista finanziario di MIT SIM, ha pubblicato il Report AIM Italia del mese di agosto 2019 (10 pagine, formato pdf).

Il report è uno strumento creato per dare una panoramica dei fondamentali delle società quotate all'AIM Italia e dei multipli che il mercato attribuisce ai singoli titoli.

Inoltre: eventi significativi, statistiche di mercato, confronto tra indici.

martedì 13 agosto 2019

Spar Austria lancia spazzolino da denti in bioplastica organica

La catena commerciale Spar Austria ha lanciato uno spazzolino da denti in materiale bioplastico organico.

Lo afferma un recente articolo pubblicato dal sito specializzato CosmeticsDesign-Europe.

Il nuovo prodotto è stato lanciato alla fine di luglio.

Spazzolino "Beauty Kiss" di Spar Austria, realizzato in materiale bioplastico organico
Spazzolino "Beauty Kiss"
di Spar Austria,
realizzato in materiale
bioplastico organico
L'impugnatura dello spazzolino è per il 97% poliammide PA organico, proveniente da semi di ricino, mentre le setole utilizzano il 60% dello stesso materiale.

Lo spazzolino organico è prodotto in modo da risparmiare risorse.

L'imballaggio è inoltre realizzato con materiali rinnovabili a base vegetale.

È in vendita in tutti i negozi Spar, Eurospar e Interspar in Austria.

Lo spazzolino ha impiegato circa un anno per venire sviluppato.

Nicole Berkmann, portavoce di Spar Austria, ha affermato:

"Abbiamo notato che molti clienti chiedono più prodotti con meno plastica.

Per questo motivo abbiamo deciso di utilizzare una materia prima rinnovabile per il nostro spazzolino Beauty Kiss.

Per il momento, non esistono prodotti comparabili nelle farmacie."

L'articolo completo, in inglese, è consultabile al link:

Spar Austria launches bioplastic toothbrush under Beauty Kiss private label

domenica 11 agosto 2019

Implicazioni e possibili motivazioni della scelta di non quotarsi da parte delle medie imprese italiane

La Consob ha pubblicata nei propri "Discussion Paper" e diffuso in rete una interessante ricerca: Implicazioni e possibili motivazioni della scelta di non quotarsi da parte delle medie imprese italiane (68 pagine, formato pdf).

Implicazioni e possibili motivazioni della scelta di non quotarsi da parte delle medie imprese italiane
Implicazioni e possibili motivazioni
della scelta di non quotarsi
da parte delle medie imprese italiane
Abstract
La ricerca mette a confronto su un periodo di dieci anni (2002-2011) i bilanci di un campione rappresentativo di medie imprese italiane quotate in borsa con un campione di imprese non quotate simili per settore industriale e per dimensione.

I dati mostrano che le società quotate hanno registrato tassi di crescita notevolmente superiori rispetto alle non quotate in termini di fatturato, investimenti e occupazione, anche grazie a una maggiore possibilità di ricorso al capitale di debito.

Le società quotate, peraltro, oltre ad aver generato una maggiore redditività, hanno risentito meno gli effetti della crisi finanziaria del 2007 e della conseguente recessione che ha avuto inizio nel 2009.

Le società non quotate hanno infine maggiori vincoli finanziari in termini di capacità di raccolta di capitale di rischio e vi sono chiare evidenze di una maggiore difficoltà di accesso al credito bancario per le non quotate.

Per tali motivi, le loro opportunità di investimento sono maggiormente vincolate alla capacità di autofinanziamento, come indicato dalla più elevata sensitività degli investimenti al cash flow rispetto alle società quotate.

Complessivamente, queste evidenze indicano che la scelta di «non quotarsi» implica costi molto elevati in termini di minore crescita e redditività e, allo stesso tempo, sembra solo in parte riconducibile alla volontà del management di sfruttare maggiori possibilità di manipolazione dei dati contabili (earnings management) per estrarre benefici privati o condizionare i contratti con gli stakeholders.

I risultati del lavoro portano quindi a ritenere che la scarsa propensione alla quotazione delle medie imprese italiane non sembra giustificata dalla prevalenza dei benefici (maggior discrezionalità nella redazione della rendicontazione contabile e finanziaria) sui costi (minor redditività, minor crescita, più severo razionamento e dipendenza da fonti di finanziamento interne) connessi con la conservazione dello status di "non quotata", ma sia da ricondurre ad altri fattori, anche culturali, verosimilmente legati alla percezione dei costi complessivi dell'apparato regolamentare che disciplina la quotazione in borsa.

Autori: Luca Giordano, Matteo Modena